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Lo squat è uno degli esercizi fondamentali per lo sviluppo della forza e della mobilità, ma eseguirlo correttamente richiede attenzione a ogni dettaglio: dalla posizione dei piedi alla respirazione. Un’esecuzione scorretta, infatti, può portare a compensazioni muscolari e, nei casi peggiori, a infortuni. Per questo motivo è essenziale conoscere la tecnica dello squat e correggere gli errori più comuni fin dall'inizio.
In questa guida completa esploreremo ogni aspetto dello squat, dalle basi della postura fino agli esercizi complementari e propedeutici. Il nostro obiettivo è fornire un punto di riferimento solido e autorevole per chi desidera migliorare la propria tecnica, sia che si tratti di un principiante alle prime armi che di un atleta intermedio che vuole perfezionare la propria forma.
- Come eseguire correttamente lo squat
- Varianti e alternative allo squat tradizionale
- Esercizi propedeutici per migliorare lo squat
Come eseguire correttamente lo squat
Posizione dei piedi e allineamento del corpo
Una corretta esecuzione dello squat inizia dalla posizione dei piedi, che dovrebbero essere leggermente più larghi delle spalle, con le punte orientate leggermente verso l’esterno. Questa base consente una maggiore stabilità e facilita il movimento naturale dell’anca durante la discesa. L’allineamento del corpo è altrettanto fondamentale: colonna neutra, petto in fuori e sguardo dritto in avanti aiutano a mantenere un assetto sicuro durante l'intero movimento.
È importante evitare la retroversione del bacino (butt wink) alla fine del movimento, che può causare compressioni dannose nella zona lombare. Le ginocchia, durante la fase di discesa, devono seguire la direzione delle punte dei piedi, evitando l’effetto "valgismo" (ginocchia che collassano verso l’interno), segno tipico di debolezza muscolare o di tecnica errata.
Respirazione e controllo del movimento
La respirazione nello squat ha un ruolo cruciale nella stabilizzazione del core. Inspirare profondamente prima di scendere e trattenere l’aria (manovra di Valsalva) crea una pressione intra-addominale che protegge la colonna vertebrale e migliora la forza espressa. Durante la risalita, l’espirazione controllata aiuta a completare il movimento in modo fluido e sicuro.
Il controllo motorio è fondamentale: lo squat non è una semplice flessione delle ginocchia, ma un movimento sinergico che coinvolge anche anche, core, schiena e spalle. Un'esecuzione lenta e controllata consente di sentire il lavoro muscolare e di correggere eventuali sbilanciamenti, evitando rimbalzi o slanci che riducono l’efficacia dell’esercizio.
Errori comuni da evitare nello squat
Tra gli errori più diffusi vi è l’andare troppo in avanti con le ginocchia, causando eccessiva pressione sull’articolazione e una distribuzione sbilanciata del carico. Allo stesso modo, scendere troppo poco (squat parziale) limita il coinvolgimento di glutei e bicipiti femorali, riducendo i benefici dell’esercizio.
Altro errore frequente è l’arrotondamento della schiena durante la discesa, spesso dovuto a una scarsa mobilità delle anche o a un core debole. Infine, un risalita troppo rapida e "spinta di rimbalzo" dai talloni può compromettere la postura e aumentare il rischio di infortuni. La chiave è sempre il controllo e la consapevolezza del corpo in ogni fase.
Varianti e alternative allo squat tradizionale
Squat bulgaro: tecnica e benefici
Lo squat bulgaro è una variante unilaterale che permette di lavorare intensamente su forza, equilibrio e stabilità. Si esegue con un piede appoggiato dietro su una panca o rialzo, mentre l’altro resta in avanti per compiere la discesa. Questo esercizio mette alla prova il controllo neuromuscolare e aiuta a correggere eventuali asimmetrie tra le due gambe.
I benefici dello squat bulgaro includono un maggiore isolamento del quadricipite e del gluteo, oltre a un miglioramento nella coordinazione. È ideale anche per chi ha limitazioni nella mobilità dell'anca, poiché consente di lavorare su una gamba per volta in un range controllato, riducendo lo stress sulla colonna vertebrale rispetto allo squat con bilanciere.
Affondi e stacco da terra: differenze e complementarità
Gli affondi rappresentano un altro esercizio efficace per allenare gambe e glutei. Possono essere eseguiti in avanti, indietro o camminando, e migliorano la coordinazione, l’equilibrio e la forza esplosiva. A differenza dello squat, gli affondi coinvolgono maggiormente la stabilizzazione laterale e sono ottimi per lavorare sulla propriocettività.
Lo stacco da terra, invece, è un esercizio di trazione che attiva la catena posteriore: glutei, femorali, lombari. Sebbene abbia una biomeccanica diversa dallo squat, lo stacco è complementare e contribuisce a sviluppare forza complessiva e postura corretta. Inserire entrambi nel proprio programma consente un lavoro sinergico e bilanciato sull'intero corpo.
Hip thrust e il lavoro sui glutei
L’hip thrust è un esercizio specifico per l’attivazione dei glutei, spesso sottovalutato ma estremamente efficace. Si esegue con la schiena appoggiata a una panca e un bilanciere posizionato sul bacino, sollevando i fianchi verso l’alto. Questo movimento isola il gluteo in modo mirato, riducendo il coinvolgimento di quadricipiti e lombari.
A differenza dello squat, che coinvolge molti muscoli contemporaneamente, l’hip thrust consente di focalizzarsi sull’estensione dell’anca e migliorare la forza nei glutei. È particolarmente utile per chi ha difficoltà ad attivare questa zona o soffre di compensazioni muscolari durante gli esercizi multiarticolari. Inserirlo nel programma settimanale aiuta a costruire un supporto solido per gli altri movimenti fondamentali.
Esercizi propedeutici per migliorare lo squat
Plank e rinforzo del core
Il plank è uno degli esercizi più efficaci per rinforzare il core, ossia l’insieme di muscoli che supportano la colonna vertebrale e stabilizzano il tronco durante ogni movimento. Un core debole compromette l’equilibrio e la postura, elementi essenziali per uno squat sicuro e potente. Lavorare regolarmente su plank frontali e laterali migliora la resistenza e la capacità di mantenere la colonna in posizione neutra sotto carico.
Rinforzare il core non significa solo avere addominali visibili, ma soprattutto sviluppare una solida connessione tra addome, lombari e pelvici. Questo tipo di controllo motorio consente di affrontare ogni ripetizione di squat con maggiore consapevolezza e protezione, riducendo il rischio di infortuni alla schiena o alle anche.
Piegamenti e stabilizzazione muscolare
I piegamenti non sono direttamente legati allo squat in termini di biomeccanica, ma svolgono un ruolo importante nello sviluppo della stabilità globale del corpo. Rafforzano pettorali, spalle, tricipiti e, soprattutto, core. L’esecuzione corretta dei piegamenti richiede controllo del tronco e attivazione sinergica di diversi gruppi muscolari, utile per affrontare in sicurezza anche movimenti complessi come lo squat.
Allenare il corpo in modo globale, anche con esercizi apparentemente non correlati, contribuisce a migliorare la capacità neuromuscolare e la coordinazione. I piegamenti aiutano anche a sviluppare una maggiore consapevolezza della postura, che si riflette positivamente su tutte le fasi del gesto tecnico nello squat.
Routine per migliorare mobilità e postura
La mobilità articolare è uno dei prerequisiti più importanti per eseguire uno squat profondo e sicuro. Molte persone non riescono a scendere correttamente a causa di limitazioni alle anche, alle caviglie o alla colonna dorsale. Introdurre nella propria routine esercizi di mobilità dinamica, stretching e foam rolling può fare una differenza sostanziale nella qualità del movimento.
Una buona postura deriva da un equilibrio tra forza, mobilità e controllo motorio. Dedicare tempo a esercizi specifici per la colonna, l’anca e il piede aiuta a migliorare l’allineamento generale, prevenire compensazioni e ottenere risultati più efficaci dall’allenamento. Lo squat, se supportato da una struttura corporea preparata, diventa non solo un esercizio di forza ma un vero strumento di salute e benessere.

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