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Non è raro, dopo una corsa, sentire un fastidio o un dolore persistente al ginocchio. Per molti runner amatoriali, soprattutto chi si è avvicinato da poco a questo sport, questo tipo di disturbo può diventare un freno alla continuità dell'allenamento. Ma soffrire al ginocchio non è inevitabile: spesso il problema non è la corsa in sé, ma il modo in cui si corre. In questo articolo analizzeremo i cinque errori più comuni che possono sovraccaricare le articolazioni e offriremo soluzioni pratiche per prevenirli, permettendoti di migliorare la tua performance senza compromettere la salute.
Non è detto che tu debba smettere di correre: forse devi solo cambiare come lo fai. Una corsa corretta non solo riduce il rischio di infortuni, ma rende anche l’attività più efficiente, piacevole e sostenibile nel tempo. Scopriamo insieme dove si nascondono gli errori e come correggerli.
- Perché fa male il ginocchio dopo la corsa?
- Errore 1: Atterraggio troppo secco sul tallone
- Errore 2: Scarpe non adatte al proprio passo
- Errore 3: Ritmo troppo elevato senza progressione
- Errore 4: Correre sempre sullo stesso terreno
- Errore 5: Ignorare i segnali di dolore
- Come correre senza farsi male al ginocchio
Perché fa male il ginocchio dopo la corsa?
Il dolore al ginocchio dopo la corsa è una delle lamentele più diffuse tra chi pratica questo sport a livello amatoriale. Spesso si manifesta come un fastidio diffuso, un indolenzimento o, nei casi più seri, come un dolore acuto localizzato che limita il movimento. Questo sintomo può avere molte cause, ma tra le più comuni ci sono errori tecnici, scarpe non adeguate, scarsa mobilità articolare e una programmazione poco progressiva dell'allenamento.
Il cosiddetto “ginocchio del runner”, noto anche come sindrome femoro-rotulea, è una condizione frequente che nasce da un sovraccarico meccanico e si accentua quando la tecnica di corsa non è efficiente. L'importante è riconoscere i segnali prima che si trasformino in veri e propri infortuni. Identificare le cause e correggerle in tempo significa potersi allenare con continuità, senza rischiare lunghe pause forzate.
Errore 1: Atterraggio troppo secco sul tallone
Uno degli errori biomeccanici più comuni è l'atterraggio eccessivamente marcato sul tallone. Questo tipo di impatto crea una forza di ritorno che si propaga fino al ginocchio, aumentando notevolmente lo stress sull’articolazione. Quando il piede colpisce il suolo davanti al baricentro del corpo, il movimento perde fluidità e il ginocchio lavora più del dovuto per assorbire l’urto.
Correggere questo aspetto non significa per forza passare all’appoggio sull’avampiede, ma cercare un atterraggio più controllato, sotto il corpo, con una cadenza più elevata (intorno ai 170–180 passi al minuto). Questo piccolo cambiamento può fare una grande differenza, riducendo l'impatto e migliorando la stabilità della corsa.
Errore 2: Scarpe non adatte al proprio passo
Correre con scarpe inadatte è come guidare con le gomme sbagliate: prima o poi qualcosa si danneggia. Ogni runner ha una meccanica del passo diversa, e utilizzare calzature troppo rigide, troppo minimaliste o consumate può accentuare gli stress articolari. Le scarpe devono essere scelte in base a peso, appoggio, superficie di corsa e livello di esperienza.
Un errore comune è affidarsi al modello più pubblicizzato o al più leggero, senza considerare che una scarpa “troppo” reattiva o sottile può aumentare i microtraumi sul ginocchio, soprattutto se il runner non ha ancora una tecnica consolidata. Fare un’analisi dell’appoggio o affidarsi a un negozio specializzato può aiutare a scegliere un modello davvero adatto alle proprie esigenze.
Errore 3: Ritmo troppo elevato senza progressione
Inseguire un ritmo troppo ambizioso è uno degli errori più frequenti tra i principianti. Spesso si corre più veloce del dovuto, senza una base aerobica solida né una progressione graduale. Questo atteggiamento può portare a un sovraccarico cronico che si manifesta con dolori articolari, soprattutto al ginocchio.
Il principio da seguire è la gradualità: aumentare ritmo, chilometraggio e intensità solo quando il corpo è pronto. Alternare sessioni lente a tratti più veloci, ascoltare il corpo e introdurre il cambiamento con criterio è la strategia migliore per migliorare la performance senza pagare il prezzo degli infortuni.
Errore 4: Correre sempre sullo stesso terreno
Molti runner scelgono sempre lo stesso percorso, spesso su asfalto o pista, convinti di fare la cosa giusta. In realtà, la monotonia del terreno può accentuare i carichi su ginocchia e anche, perché l’appoggio si ripete sempre nello stesso modo, senza stimolare la muscolatura accessoria.
Variare il tipo di superficie – alternando terra battuta, sentieri, erba e asfalto – aiuta a distribuire meglio gli sforzi e migliora l’equilibrio muscolare. Non solo: terreni irregolari costringono a usare in modo più attivo caviglie e core, riducendo la rigidità del gesto e alleggerendo il carico sul ginocchio.
Errore 5: Ignorare i segnali di dolore
Il desiderio di non fermarsi può trasformarsi in un boomerang. Uno dei bias più pericolosi è quello di minimizzare il dolore, considerandolo parte inevitabile dello sport. Ma il dolore è un segnale che il corpo invia per indicare uno squilibrio, un sovraccarico o una tecnica sbagliata.
Correre sopra al dolore non è segno di determinazione, ma di rischio. Il modo migliore per prevenirlo è ascoltare il proprio corpo, intervenire ai primi sintomi con esercizi di mobilità, scarico e miglioramento della tecnica, e – se necessario – sospendere temporaneamente per evitare problemi cronici.
Come correre senza farsi male al ginocchio
Cambiare il modo in cui si corre è spesso più efficace che interrompere l’attività. Piccole modifiche nella tecnica, una maggiore consapevolezza del gesto, la scelta giusta delle scarpe e una programmazione più attenta fanno la differenza. L’obiettivo non è solo prevenire infortuni, ma rendere la corsa un’abitudine sostenibile nel tempo.
La prevenzione inizia dalla correttezza del gesto, dall’ascolto dei segnali del corpo e dalla capacità di adattare l’allenamento alle proprie condizioni. Correre bene significa correre a lungo: con meno dolore, più efficacia e maggiore libertà di movimento. E il ginocchio ringrazierà.

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