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Stretching della catena laterale del corpo: il lato dimenticato del movimento

Quando si parla di mobilità, flessibilità o stretching, l’attenzione si concentra quasi sempre su muscoli come i femorali, i quadricipiti o la colonna lombare. Tuttavia, c’è una parte del corpo che resta spesso nell’ombra: la catena laterale. Coinvolge muscoli fondamentali come obliqui, dorsali e intercostali, ed è responsabile di molti movimenti essenziali per la postura, la respirazione e la percezione spaziale. In questo articolo scoprirai perché lo stretching della catena laterale è tanto sottovalutato quanto trasformativo, e come integrarlo facilmente nella tua pratica quotidiana di allenamento, yoga o pilates.

Perché la catena laterale è così trascurata?

Il ruolo degli obliqui e dei dorsali nella postura

I muscoli obliqui e il gran dorsale sono spesso considerati elementi di supporto secondari, ma in realtà rappresentano componenti chiave della nostra stabilità dinamica. Gli obliqui regolano la torsione e il piegamento laterale del busto, mentre i dorsali sono fondamentali per l’estensione del tronco e il controllo scapolare. Quando questi muscoli sono rigidi o poco attivi, la postura si irrigidisce e i movimenti laterali diventano limitati, influenzando negativamente anche altre aree del corpo come le spalle e il bacino.

Il problema è che i programmi di stretching tradizionali raramente includono esercizi specifici per queste zone. Il focus resta su catene muscolari più “famose”, lasciando da parte la flessibilità laterale, che però gioca un ruolo cruciale nella fluidità dei movimenti e nella prevenzione degli infortuni.

Le abitudini che limitano il movimento laterale

La vita quotidiana, spesso sedentaria e frontale, contribuisce all’atrofizzazione della catena laterale. Passiamo ore seduti, muovendoci in avanti e indietro, ma quasi mai lateralmente. Questa limitazione del movimento sul piano laterale crea squilibri muscolari, che possono manifestarsi in dolori alla schiena, rigidità toracica o difficoltà respiratorie. Inoltre, l’assenza di mobilità in queste zone rende più difficili pratiche come il pilates o alcune posizioni di yoga che richiedono un busto elastico e fluido.

I benefici nascosti dello stretching laterale

Come migliora la flessibilità del busto

Lo stretching degli obliqui e dei dorsali consente di riacquisire un’ampiezza di movimento laterale spesso dimenticata. Lavorando sulla catena laterale si ottiene un busto più mobile, capace di ruotare, inclinarsi e sostenere il corpo in modo bilanciato. Questo si traduce in maggiore efficienza nei movimenti quotidiani, nello sport e nelle pratiche di benessere come lo yoga o il pilates.

La flessibilità laterale contribuisce anche a distribuire meglio le forze che attraversano la colonna vertebrale, riducendo il carico eccessivo su specifici segmenti. Una colonna vertebrale più fluida è una colonna più sana e resistente.

Percezione corporea e senso di spazio interno

Uno degli effetti meno noti ma più sorprendenti dello stretching laterale è l’aumento della consapevolezza corporea. Allungare il lato del corpo permette di sentire fisicamente lo “spazio interno”, attivando una connessione più profonda tra respiro, postura e movimento. È un’esperienza che va oltre il semplice allungamento muscolare: si entra in contatto con una dimensione tridimensionale del corpo spesso ignorata.

Molti praticanti riferiscono una sensazione di leggerezza e apertura dopo una sessione di stretching laterale. Questo è dovuto al rilascio delle tensioni fasciali lungo i fianchi e le costole, che migliora la respirazione e la postura in modo quasi immediato.

Tecniche efficaci per allungare la catena laterale

Esercizi per lo stretching degli obliqui

Tra gli esercizi più efficaci per gli obliqui c’è il piegamento laterale da in piedi, con o senza peso. Mantenere il busto in allungamento su un solo lato per almeno 30 secondi stimola l’apertura dell’intera linea costale. Anche la posizione del triangolo nello yoga è eccellente per stimolare simultaneamente obliqui, glutei e muscoli intercostali.

È fondamentale mantenere l’allineamento durante questi movimenti, evitando rotazioni o compensazioni. Un allungamento corretto degli obliqui deve avvenire in puro piano laterale, per massimizzare il rilascio miofasciale.

Movimenti per l’allungamento dorsale

Il gran dorsale può essere allungato efficacemente attraverso movimenti come il child's pose modificato (posa del bambino con braccio laterale esteso) o il piegamento laterale da posizione quadrupedica. Questi esercizi permettono un allungamento profondo delle fasce laterali della schiena e aiutano a migliorare l’estensione toracica.

Integrare anche movimenti dinamici, come le oscillazioni laterali del busto, può rendere lo stretching più funzionale, soprattutto per chi pratica sport o si allena regolarmente. Il segreto sta nella costanza e nella respirazione profonda durante il movimento.

Inserire la mobilità laterale nella routine quotidiana

Yoga, Pilates e allenamento funzionale

Molte discipline già includono movimenti laterali, ma raramente vengono eseguiti con piena consapevolezza. Lo yoga offre posizioni ideali come il triangolo, la mezzaluna o la posizione del gatto con inclinazione laterale. Il pilates lavora in profondità sugli obliqui attraverso esercizi di torsione e lateralizzazione controllata.

Nell’allenamento funzionale, si possono includere slanci laterali, affondi obliqui e torsioni con elastici o kettlebell per stimolare in modo attivo la catena laterale. La mobilità del busto laterale non è solo estetica, ma è una risorsa fondamentale per il benessere strutturale e dinamico del corpo.

Idee per integrare in pochi minuti di pratica

Bastano 5 minuti al giorno per iniziare a sentire i benefici. Al risveglio, una semplice sequenza di piegamenti laterali in piedi seguiti da un allungamento dorsale a terra può aprire il respiro e sciogliere le tensioni. Anche durante il lavoro alla scrivania, brevi inclinazioni del busto possono prevenire rigidità e dolori.

L'importante è ricordare che il movimento laterale è naturale e necessario. Recuperare questa mobilità dimenticata significa riappropriarsi di una dimensione del corpo spesso ignorata, ma che può davvero cambiare il modo in cui ci muoviamo, respiriamo e stiamo nello spazio.

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