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Nel mondo del fitness, dello yoga e del pilates si parla spesso di mobilità, flessibilità e allungamento, ma c’è una parte del corpo che raramente riceve l’attenzione che merita: il lato. L’allungamento della catena laterale, che coinvolge muscoli come gli obliqui, i dorsali e gli intercostali, è una pratica tanto sottovalutata quanto trasformativa. Ignorata nelle routine classiche, questa area può offrire benefici sorprendenti sulla postura, la respirazione e la percezione del proprio corpo nello spazio.
Lo stretching della catena laterale non è solo una questione di flessibilità: è un invito a riscoprire il proprio asse laterale, a sentire maggiore libertà nei movimenti e a ridurre tensioni croniche nella zona lombare e cervicale. In questo articolo ti guideremo attraverso i motivi per cui vale la pena focalizzarsi su questo tipo di allungamento, come funziona, e quali esercizi puoi iniziare a integrare fin da subito nella tua pratica.
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Perché allungare il lato del corpo è fondamentale
Impatto sulla postura e sulla respirazione
La postura è spesso interpretata come un gioco di equilibri tra parte anteriore e posteriore del corpo, ma ciò che succede sui lati è altrettanto cruciale. L’allungamento laterale aiuta a liberare la gabbia toracica, a migliorare l’espansione polmonare e a favorire una respirazione più profonda e simmetrica. Quando i muscoli laterali del busto sono contratti, il corpo tende a collassare lateralmente o a sviluppare compensazioni che irrigidiscono spalle e zona lombare. Includere lo stretching laterale nella propria routine consente di ritrovare un asse più centrato e un controllo maggiore sul respiro.
Un lato del corpo più mobile offre anche un miglior equilibrio tra le catene muscolari. Ciò si traduce in una migliore distribuzione delle forze durante gli esercizi, una riduzione dello stress su articolazioni e colonna, e una maggiore stabilità generale. Per chi pratica discipline come yoga o pilates, questo si riflette in una postura più aperta, fluida e armonica.
L’importanza della mobilità laterale nella vita quotidiana
Non serve essere atleti o yogi per trarre beneficio da una maggiore mobilità laterale del busto. Le attività quotidiane – come ruotare il busto per prendere qualcosa, portare un peso su un fianco o anche semplicemente camminare – coinvolgono continuamente i muscoli laterali. Una catena laterale rigida limita questi movimenti, portando a tensioni e dolori cronici. Al contrario, un corpo che si muove agevolmente anche lateralmente è più efficiente, reattivo e meno soggetto a infortuni.
Molti dolori alla parte bassa della schiena, ad esempio, non derivano da debolezza dei lombari, ma da una mancanza di mobilità nei muscoli laterali. Riscoprire l’importanza di questa zona significa anche lavorare sulla prevenzione e sul benessere a lungo termine, con effetti visibili tanto nella performance quanto nella postura quotidiana.
Cos’è la catena laterale e perché viene ignorata
Struttura anatomica: obliqui, dorsali e intercostali
La cosiddetta catena laterale del corpo è costituita da un insieme di muscoli che lavorano in sinergia per consentire flessioni, estensioni laterali e stabilizzazione. Tra questi troviamo gli obliqui esterni e interni, il gran dorsale, i muscoli intercostali e anche alcune porzioni del quadrato dei lombi. Insieme, formano una linea muscolare che corre dai piedi fino al cranio, passando per il fianco. Non si tratta solo di flessione: questa catena partecipa alla rotazione del busto, alla respirazione e al controllo del centro del corpo.
Comprendere la catena laterale significa considerare il corpo in modo tridimensionale. Non siamo fatti solo di frontale e dorsale: ciò che accade lateralmente determina la nostra capacità di muoverci nello spazio, di mantenere l’equilibrio e di respirare in modo completo. Tuttavia, proprio per la sua posizione “intermedia”, questa zona viene spesso trascurata nei programmi di allenamento classici.
Perché spesso non si lavora sulla flessibilità laterale
La maggior parte dei programmi di stretching o riscaldamento si concentra sulla flessione anteriore o sulla mobilità della colonna vertebrale lungo l’asse sagittale. Gli esercizi laterali, al contrario, vengono visti come secondari, decorativi o legati solo a discipline olistiche come lo yoga. Questo approccio è limitante: trascurare la flessibilità laterale significa compromettere l’efficienza globale dei movimenti.
Un altro motivo per cui la catena laterale viene ignorata è la difficoltà di percezione. Non è facile sentire quando i muscoli laterali sono tesi o disfunzionali, perché spesso il corpo compensa con movimenti di altri distretti. Solo praticando con costanza lo stretching specifico per i lati è possibile acquisire consapevolezza e sviluppare una mobilità più integrata e fluida.
Benefici dello stretching della catena laterale
Miglioramento della flessibilità e della mobilità toracica
Allungare il lato del corpo comporta una maggiore apertura della gabbia toracica, il che si traduce in una respirazione più ampia, profonda e bilanciata. Lo stretching laterale favorisce l’espansione costale, migliora la mobilità dei muscoli respiratori accessori e aiuta a eliminare rigidità accumulata nella zona dorsale e scapolare. Non si tratta solo di raggiungere una posizione più ampia, ma di sentire più spazio dentro di sé, letteralmente.
Una maggiore mobilità toracica ha ricadute importanti anche su altre abilità motorie: migliora la postura, favorisce la rotazione del busto (utile nello sport e nella vita quotidiana) e rende più efficiente la trasmissione delle forze dal core agli arti. In altre parole, allungare i lati del corpo significa potenziare l’intera struttura.
Prevenzione dei dolori lombari e tensioni cervicali
Molti fastidi alla schiena non derivano da una causa singola, ma da un insieme di rigidità e squilibri posturali. Una delle fonti più trascurate di queste tensioni è proprio la rigidità laterale. Quando i muscoli del fianco sono contratti o deboli, la colonna tende a compensare con un maggiore lavoro nella zona lombare o cervicale, causando sovraccarichi e dolori ricorrenti.
Integrare movimenti di allungamento obliquo e dorsale nella propria pratica permette di decomprimere la colonna, distribuire meglio le forze e liberare le articolazioni da stress inutili. Questo si traduce in una riduzione della sensazione di schiena “bloccata” e in una maggiore libertà nei movimenti del tronco.
Esercizi per lo stretching degli obliqui e dorsali
Movimenti statici e dinamici per la parte laterale
Per lavorare efficacemente sulla catena laterale, è utile combinare esercizi statici e dinamici. I movimenti statici permettono un allungamento profondo, mantenuto nel tempo, che favorisce il rilascio miofasciale e una maggiore percezione della linea laterale. Tra i più noti vi sono le flessioni laterali da in piedi o da seduti, mantenendo il busto allineato e le braccia estese sopra la testa, in modo da attivare tutto il fianco dal bacino alla scapola.
I movimenti dinamici, invece, introducono una componente di fluidità e coordinazione. Un esempio efficace è l’oscillazione controllata del busto in piedi con le braccia in alto, oppure le torsioni alternate con flessione laterale da posizione quadrupedica. Questi esercizi, se eseguiti in sincronia con il respiro, aiutano a “sciogliere” le rigidità senza forzare, stimolando anche la propriocezione e la coordinazione intermuscolare.
Esercizi da yoga, pilates e mobilità funzionale
Le discipline olistiche offrono una varietà di movimenti ideali per il lavoro laterale del busto. Nello yoga, posture come il “Mezzaluna in piedi” (Ardha Chandrasana) o il “Triangolo” (Trikonasana) sono esempi perfetti di allungamento controllato e consapevole. Nel pilates, gli esercizi al tappetino che combinano flessione laterale con attivazione del core stimolano in modo selettivo gli obliqui e il gran dorsale.
La mobilità funzionale integra invece movimenti più dinamici, come affondi con torsione laterale o esercizi con bastone e inclinazioni del busto. L’obiettivo è sviluppare una mobilità tridimensionale, utile non solo sul piano estetico o posturale, ma anche in contesti sportivi e di vita reale. Inserire questi movimenti nella propria routine permette di costruire un corpo più libero, centrato e simmetrico.
Come integrare questi movimenti nella tua routine
Quando praticarli: prima, dopo o durante l’allenamento
Lo stretching laterale può essere inserito in diversi momenti dell’allenamento, in base agli obiettivi. Prima dell’attività fisica è utile optare per versioni dinamiche, come preparazione alla mobilità globale del tronco. Dopo l’allenamento, le varianti statiche aiutano a decontrarre i muscoli laterali e a recuperare equilibrio posturale. Anche durante la sessione, tra un esercizio e l’altro, è possibile usare brevi movimenti di flessione laterale per mantenere fluido il corpo e prevenire rigidità.
Per chi pratica yoga o pilates, questi movimenti sono spesso già integrati nelle sequenze, ma possono essere enfatizzati con maggiore consapevolezza. Anche nei programmi di home fitness o allenamento funzionale, bastano pochi minuti al giorno per ottenere benefici tangibili. L’importante è lavorare in modo progressivo, senza forzare e ascoltando le sensazioni del corpo.
Durata, frequenza e progressioni consigliate
Come ogni altra forma di stretching, anche quello laterale richiede costanza. Si consiglia di praticare almeno 2–3 volte a settimana, dedicando 5–10 minuti a una sequenza completa. Ogni posizione statica può essere mantenuta per 20–30 secondi per lato, mentre i movimenti dinamici possono essere eseguiti in serie da 10–12 ripetizioni. Con il tempo, si può aumentare la profondità dell’allungamento e la complessità dei movimenti.
Una progressione efficace prevede di iniziare con esercizi al tappetino, poi passare a movimenti in piedi, e infine integrare rotazioni e appoggi asimmetrici. Non serve essere flessibili da subito: il vero obiettivo è sviluppare consapevolezza corporea e restituire spazio a una zona che troppo spesso vive compressa e dimenticata.
Un nuovo spazio nel corpo e nella postura
Scoprire e allenare la catena laterale del corpo significa aprire un capitolo nuovo nella propria pratica: uno spazio fatto di respiro, equilibrio e armonia. Non è solo una questione tecnica, ma una trasformazione del modo in cui ci muoviamo e occupiamo lo spazio. Dedicare attenzione ai lati del corpo è un atto di cura, che riflette un approccio più completo e rispettoso della complessità del nostro sistema corporeo.
Inizia oggi stesso a integrare anche pochi minuti di stretching laterale nella tua routine. Che tu faccia yoga, pilates o allenamento funzionale, sentirai presto la differenza: più leggerezza, più respiro, più presenza. E se vuoi approfondire, esplora gli altri contenuti del nostro blog per costruire una pratica sempre più consapevole e su misura per te.

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